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Azione inibitoria e Class action. Ecco cosa bisogna conoscere
di Eloisa Bucolo

Nei 146 articoli del Codice del consumo l’ordinamento per proteggere i diritti dei cittadini. La possibilità, in forma preventiva, di far cessare comportamenti lesivi

Tags: Class Action



CATANIA - Per dare ordine alla normativa in essere vigente sulla tutela dei consumatori è stato emanato con d.lgs. 206/2005 il “Codice del Consumo”, che con i suoi 146 articoli “armonizza e riordina” la materia, raggruppando al suo interno tutte le disposizioni emanate dall’UE e recepite nell’ordinamento italiano per proteggere i diritti dei consumatori.

All’art.3 è definito il profilo del consumatore “quale persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta”. Già la legge 281/1998, emanata per attuare la normativa comunitaria, aveva riconosciuto diritti fondamentali ai consumatori, quali la tutela della salute; il diritto a servizi pubblici efficienti e di qualità; il diritto ad un’informazione adeguata sulla natura dei prodotti; il diritto alla trasparenza nei rapporti contrattuali. La tutela e l’attuazione di questi diritti sono conferiti dalla stessa legge alle associazioni dei consumatori che possono intervenire, in presenza di una qualsiasi violazione dei diritti elencati nell’ art.2 del codice, sia con azioni di denuncia di abusi commessi che con azioni giudiziarie in cui rappresentano gli interessi collettivi.

Gli strumenti concreti di tutela forniti alle associazioni dalla legge sono l’azione inibitoria e l’azione collettiva. L’azione inibitoria consente di agire in forma preventiva, quando ricorrano giusti motivi di urgenza, chiedendo al giudice competente di inibire un comportamento che potrebbe essere lesivo o per chiedere la cessazione dello stesso. Un aspetto peculiare dell’inibitoria si ravvisa quindi nell’oggetto del provvedimento giudiziale, che può contenere l’imposizione di un “facere” o di un “non facere”, a seconda che la condotta illecita sia di carattere commissivo o omissivo ed è dunque volto alla cessazione dell’illecito e ad impedirne il reiterarsi nel tempo.

Il Codice oltre a riconoscere la legittimità dell’azione inibitoria, già prevista dalla legge del 1998, ha introdotto la “class action” (art.140-bis), che consente alle associazioni di rappresentare i consumatori in azioni processuali dove ad avvantaggiarsi non saranno solo i cittadini che avranno aderito all’azione, ma chiunque si troverà nell’identica situazione in futuro.
La l. 23 luglio 2009, n. 99, art. 49 ha modificato l’art. 140-bis del codice ed ha messo fine ai rinvii attuativi del ricorso collettivo per i consumatori, fissando la data all’1 gennaio 2010, sugli illeciti commessi dal 16 agosto 2009.


Articolo pubblicato il 18 dicembre 2009
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